Andrea L. per la 1°D/S

UN PASSO AVANTI

Cari ragazzi, genitori, docenti e personale scolastico, vorrei rivolgervi un saluto affettuoso e personale. Scrivo di getto perché non sento la necessità di preparare discorsi, ma piuttosto di parlarvi nella concreta sincerità dei miei sentimenti; immagino di guardarvi negli occhi e, anche se non vi guardo fisicamente, percepisco la vostra umile fatica della solitudine e vi capisco. Stiamo vivendo una situazione ai limiti del sopportabile, chiusi in casa poniamo dei muri alla nostra aperta e solidale socialità privandoci del confronto con gli altri, della complicità e dello stare insieme in quella dimensione di felicità che in particolar modo distingue l’uomo da tutti gli altri esseri sulla Terra. L’epidemia da Coronavirus è partita in Cina, in particolar modo da Wuhan, determinando una situazione di importanza epocale che il mondo non si aspettava assolutamente. All’inizio anche io non davo tanta importanza a questo evento, perché credevo che una simile situazione non sarebbe mai arrivata dalle mie parti, e quindi le nostre vite sono continuate regolarmente come di consueto. Ricordo che le vacanze di Carnevale erano ormai quasi giunte al termine, quando all’improvviso su WhatsApp iniziò a girare un messaggio (rivelatosi poi fake) riguardo al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, il quale disponeva la chiusura delle scuole fino al 5 Marzo. Non so perché, ma l’idea di dover mancare da scuola per un po’ mi turbava parecchio…dicevo: “Ora cosa farò tutto il giorno?E i miei carissimi compagni? E i professori?…”. Il messaggio mi lasciò un po’ frustrato ma poi rientrammo a scuola alla fine delle vacanze. Poi la notizia iniziò a girare anche in Tv e allora lì ero evidentemente preoccupato. C’erano dei contagiati in Italia,e forse la scuola sarebbe rimasta chiusa davvero, o forse sarebbe proseguita in altre forme e modalità. Basta. Il 5 Marzo si dispone la chiusura delle scuole fino a metà mese; allora mi sono rassegnato; forse stare in casa non sarebbe stato poi così male.

Poi il Dpcm venne prolungato fino al 3 Aprile e poi ancora fino al 4 Maggio. “Stare in casa non sarebbe stato poi così male”; mi rimangio quelle parole. Dopo un mese e passa di quarantena mi sento sfinito e un po’ svuotato, come tante altre persone. Siamo stanchi, ragazzi, e non vi nascondo che sento di cedere da un momento all’altro. Poi, però, dico a me stesso che anche io devo appartenere a quelle centinaia e centinaia di persone che ripetono continuamente di resistere fino all’ultimo e di combattere una guerra che non ci saremmo mai aspettati di affrontare.

Questi giorni cambieranno la nostra vita; ma consideriamo che non tutto il male viene per nuocere. Stiamo davvero comprendendo quali sono i veri valori della vita: l’integrazione, la solidarietà, l’amore, la fratellanza…In una società come la nostra che si evolve molto rapidamente, diventata incredibilmente complessa per i canoni dettati dalla tecnologia che influenza fortemente le nostre vite, si erano persi alcuni valori fondanti della civiltà. L’egoismo di alcune persone è il tratto che più di tutti mi preoccupa e che io stesso reputo come il “peggiore”, il più “brutto” perchè è quello da cui nascono e si diffondono tutti gli altri difetti dell’uomo. Questo è un aspetto su cui tutti dobbiamo riflettere. Io stesso ho intenzione di continuare, con il vostro aiuto, ad affrontare questo tipo di argomento nei prossimi giorni. La quarantena ci sta insegnando che esistono altri valori, come la solidarietà e l’amicizia. L’importanza di un amico che ti è  vicino, che si preoccupa di te, non ti lascia mai solo ed è pronto ad aiutarti nei momenti di bisogno è impareggiabile. Ci ritroveremo davanti, quando usciremo di casa, un’atmosfera parecchio diversa da quella che conoscevamo: oltre a tutte le misure restrittive che resteranno in vigore per evitare il contagio di ritorno,noi ci ritroveremo profondamente cambiati: ci sentiremo certamente più fragili, perché consapevoli che non siamo invincibili, ma saremo anche più forti perché avremo trovato, o ritrovato il valore della solidarietà e dell’aiuto reciproco; avremo finalmente capito che le cose importanti della vita non sono cose. Tutto ciò arricchirà la nostra vita e darà un senso nuovo alla quotidianità, quella quotidianità che prima in alcuni momenti mi sembrava terribilmente noiosa. Ragazzi, ve lo confesso: mi manca la scuola, mi mancano i miei compagni di classe, i nuovi amici che avevo trovato nei corridoi dell’Epifanio Ferdinando, mi mancano quelli con cui avevo litigato, mi manca quella ragazza bella come una modella, chi porta la bandana come uno di un’altra religione, chi ascolta musica in continuazione, chi faceva finta di non sentire, chi portava il berretto in classe e non se lo toglieva mai. E chi l’avrebbe mai detto che avrei sentito la mancanza di tutti i miei professori, a partire dalla prof.ssa De Giorgi, che quando la cerco è  introvabile, del prof. Gagliani, che quando gli fai una domanda ti risponde come se quello fosse il suo primo giorno di scuola, del prof. Lezzi e dei suoi incarichi speciali, di Concetta che ci sgrida in continuazione perché trova i bagni sempre sporchi, del tecnico della LIM, che ha perso la pazienza per quanto l’abbiamo “cucinato”, dei rappresentanti d’istituto, di tutto il personale ATA, e infine di tutte quelle cose che fanno parte della nostra scuola. Spero di ritrovare tutti e tutto, e di ricominciare al più presto.

Ragazzi, concludo con l’invito a tenere duro. Vi voglio bene. A presto.

Scritto da

Andrea Lazoi

Rappresentante della classe 1/DSA a nome di tutti

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